Come funziona la stanza di sale

foto3foto2Proprio come al mare, la stanza di sale fa sì che si verifichi quell'aumento della produzione di muco nasale e d'espettorazione che in maniera caratteristica si verifica soprattutto nei primi giorni di permanenza al mare. Il cloruro di sodio ridotto in particelle microscopiche riesce a raggiungere in profondità le vie respiratorie. Il sale migliora il funzionamento delle ciglia che ricoprono le cellule delle vie respiratorie e che, con movimenti molto frequenti, regolari e coordinati, trasportano il sottile strato di muco che le ricopre verso il cavo orale: si ottiene così una continua pulizia dell'intero albero respiratorio. Inoltre nel muco restano intrappolati virus e inquinanti atmosferici, che grazie alla stimolazione del sale vengono più facilmente espulsi. Gli ioni di sale agiscono migliorando lo stato delle mucose, dei bronchi e delle vie respiratorie. Per questo motivo le sedute nelle stanze di sale agiscono su tutte le malattie respiratorie, ma non solo. Nelle stanze di sale trovano beneficio anche chi ha problemi alla pelle. Inoltre il sale è un antibatterico naturale: le stanze di sale sono pure e prive di microorganismi dannosi. Il microclima della stanza di sale è ricco di ioni negativi chiamati anche ioni buoni per tutta una serie di benefici che sono in grado di dare. Le loro proprietà sono svariate, dalla riduzione dell'ansia, al miglioramento dell'umore, dall'incremento della capacità di concentrazione a una maggiore resistenza fisica. Sono produttori naturali di ioni negativi le cascate, le montagne, le spiagge, non a caso in questi luoghi si avverte una piacevole sensazione di benessere. L'atmosfera inquinata in cui viviamo abitualmente e tutti gli apparecchi elettrici che utilizziamo ogni giorno producono un elevato numero di ioni positivi che sono nocivi alla nostra salute in quanto hanno la capacità di degradare le cellule umane e sono causa di malessere, nervosismo e aggressività. La Permanenza nelle grotte di sale è utile per i seguenti disturbi:foto1

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